Visualizzazione post con etichetta steam magazine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta steam magazine. Mostra tutti i post

mercoledì 4 luglio 2012

Steam!Magazine 4






In attesa di poter andare avanti con la serie di articoli sui film su Dylan Dog, e in attesa di aver nuove tavole da pubblicare, andiamo avanti con la presentazione dei prodotti della Steam Press. Stavolta è la volta di Steam!Magazine 4, l'ultimo pubblicato, per il momento. 



E' passato (solo o già?) un anno. Una leggera modifica al'impostazione dell'albo, qualche pagina in meno, un po' di cura in più ci ha permesso di portare il prezzo a 2,50 €. Una cosa che volevamo, chiaro. I fumetti devono costar poco. O no? E' interessante notare che questo prezzo NON ne permette la distribuzione in fumetteria, ma solo la vendita alle fiere. Ma che le fumetterie, o almeno la maggior parte di esse, nel metodo attuale sono un male del sistema distributivo (almeno fino a che non prenderanno vie più serie) l'abbiamo già chiarito, qua, qua, qua e qua.
Comunque, Steam!Magazine arriva a 2,50 € (dai 6 che costava inizialmente). Aumenterà? Diminuirà ancora? E' presto per dirlo. In realtà in un periodo guidato dalle incertezze come questo è difficile dire qualunque cosa. Per il momento andiamo avanti, che mi pare già qualcosa. Il prossimo, se ce la facciamo, è previsto per Lucca. Sul perchè dal 2011 ad oggi non siano più usciti numeri ci arebbe da fare un discorso lunghissimo e non lo farò certo qui. Prima o poi lo tirerò fuori. Non ora.

In questo albo iniziava la serie di Source of Life Code, nella bellissima prima interpretazione di Ric (testi miei e di Marfisia).



A questi si affiancheranno presto le storie disegnate da Valerio Galassi (e sarebbe anche l'ora, è una vita che le ha realizzate e aspetta poverino!! ), che come Ric ha fatto e sta facendo un lavoro eccezionale. Prima della pubblicazione del prossimo albo dovrò parlare anche di lui, va' :)

Dopo SoLCn una Marfisia in SPLENDIDA forma come mai prima d'ora sul suo Suicides che finalmente prende una chiave molto più intima tra i suoi protagonisti.

Infine, una storia fuori serie sempre di Ric, VACUO.



e una tavola di Leo di Pippo (che non pubblico in quanto essendo una sola tavola non sarebbe un'anteprima).

In questo albo mia è solo la matita ed i colori della cover (la china se non ricordo male è di Marfisia), ed è un albo del quale sono PARTICOLARMENTE soddisfatto, al momento quello che si avvicina più di tutti a quello che vorrei fossero i nostri prodotti. Probabilmente da adesso in poi ogni prodotto sarà SEMPRE più vicino, ma questo, al momento, è quello che lo fa DI PIU'.

Quando è cominciata l'avventura della Steam, cercavo qualcosa. Ora, con questo albo in mano, posso dire che ci siamo vicini. Non è lui, proprio no. Ma gli somiglia, Gli somiglia per metodo, per impegno, per risultato, per sogni. Per il modo in cui è nato, per la sfida, per la voglia di fare qualcosa di diverso, di più.

Sento particolarmente SIMBOLICO il fatto che più il prodotto somiglia a quello che dovrebbe essere, e più si allontana la possibilità di contatto tra il fumetto e la fumetteria. Si potrebbe, poi, volendo, considerare anche l'impossibilità di starci dentro con l'altro fronte, la stampa. Ma anche questo, prima o poi lo farò. Non ora.

Un prodotto, quindi, che mi sta comunque particolarmente nel cuore. Spero abbiate avuto modo di vederlo e leggerlo. Se non l'avete fatto, appena metterò a disposizione l'indirizzo per farlo, ordinatelo! Giuro che prima o poi lo faccio, abbiate pazienza, lo faccio, giuro che lo faccio. Sto solo finendo di sistemare le cose, ci sono ancora un po' di cose da mettere a posto.

Per il momento c'è questo. Che a me è piaciuto davvero tanto.


martedì 22 maggio 2012

I cieli d'acciaio


Era il 2009. Se la memoria non mi inganna, stiamo parlando di ottobre (deve essere uscito in contemporanea con LuccaComics). Ric ci lavorava ormai da tempo, ed era ora che uscisse. Era riuscito a superare se stesso con l'uscita del primo episodio di Godless (iniziato dopo e finito prima: cose che capitano spesso nel fumettomondo), qualche mese prima, ma aveva cominciato a lavorare sulla sua opera primordia molto tempo (e ancora vi è all'opera, se è per questo...bhe, certo, è anche all'opera su Godless, ma questo fa molto meno testo, essendo il primo una miniserie scadenziata precisamente sin dalla sua ideazione, ed il secondo un'opera ancora decisamente aperta).

Ero davvero orgoglioso di questo prodotto. Con esso, la SteamPress raggiungeva la terza uscita seriale di un certo livello, dopo Vincent de Ville e Steam!Magazine, con la differenza che Steam!Magazine è un contenitore, e Vincent de Ville è mio, quindi questo era il primo prodotto interamente di qualcun altro che riusciva a raggiungere la pubblicazione in un volume a se stante.

Sul titolo del primo albo abbiamo discusso a lungo. Per tutto il tempo di lavorazione, esso è stato "Abissi d'acciaio", come il famoso romanzo di Asimov, cosa che peraltro avrebbe creato un bel paralleliso con quello che all'epoca avrebbe dovuto essere il quarto albo della serie di Vincent de Ville e che avrebbe dovuto intitolarsi (e ancora si intitolerà, quando uscirà), "Neanche gli dei", altro romanzo di Asimov. Poi l'albo di Vincent non è più uscito, e decidemmo di intitolare il primo albo di Ant Hill "Cieli d'acciaio". Perchè? Non ne ho la più pallida idea. No, giuro, non me lo ricordo proprio.

Sono convinto che lo stesso Ric riguardi queste vecchie tavole come si guarda un prodotto acerbo, della propria era preistorica di autore, esattamente come qualunque autore guarda qualunque sua creazione anche di un paio di anni prima. Ovviamente, le sue tavole erano ancora ingenue, talvolta acerbe, eppure traspiravano vita: quella che si deve sentire in un fumetto per poter dire che comunque, in qualche modo, si, funziona! Ricordo che gli feci rifare molti elementi, e lui, paziente e solerte, non ha mai detto "eh, ma ci vuole tempo...ci vuole altro lavoro...l'allineamento dei pianeti...la congiunzione astrale...la luce della lampada...", no: sempre a capo chino (che se non lo tira su lo riempio di scappellotti, prima che ci venga la gobba) a correggere tutto quello che poteva essere corretto, a volere, con tutto il cuore, che il suo prodotto uscisse come lo voleva, come lo sentiva, ed al meglio di quello che avrebbe potuto essere (non era ovviamente sensato chieder più di questo: ma ottenerlo da chiunque sarebbe già molto più del massimo), a dirmi che è un BEL direttore.

Ci furono anche litigi e discussioni per questo albo. Oh, non tra di noi, sia chiaro: né tra me e Ric, né tra noi e nessun altro esponente del nostro gruppo (a tutt'oggi, mi risulta che gli unici a menarsi siamo io e Marfisia, quando discutiamo delle trame, sulle quali non siamo mai d'accordo). No. I problemi ci furono con esterni. Qualcuno avanzava pretese sul lavoro di Riccardo, cosa che per un certo periodo ci ha anche portato a riflettere sulle decisioni da prendere sull'organigramma della casa editrice (e poi infine a prenderle).

Ma non è questo il posto adatto a parlarne, o comunque forse è solo il momento, a non essere quello giusto. Prima o poi certe cose verranno fuori, credo. Bhe, vedremo. Era solo interessante denotare come il suo sia stato al centro di contese.

Comunque, Ant Hill ebbe un buon riscontro di critica, tanto da essere citato anche su Fumetto d'Autore (anche se nella foga lo scrissero male, e poi non l'hanno più corretto), assieme ad alcuni altri nostri prodotti. Perchè dico queste cose proprio ora? Ma perchè siamo prossimi all'uscita del prossimo albo, è ovvio!

Non so bene come sia messo Riccardo, ma so per certo che le tavole sono del tutto concluse. Probabilmente c'è da curare ancora le grafiche delle copertine (appena avrò la definitiva la posto subito) e il pezzo d'apertura, dopodichè, appena avremo finito di stampare un altro volume -e appena avremo aggiustato la nostra posizione con l'associazione culturale, c'è anche questa cosa da fare- la nostra tipografia interna sarà tutta per Ant Hill 2.




A proposito, come avrete notato, ho deciso di adottare qualche cambiamento nelle presentazione degli albi: ora metto sia il volume impaginato con Issuu (l'anteprima) che le stesse tavole di cui la stessa si compone all'interno del post. Così le avete entrambe, e potete guardarlo come meglio vi pare.

Eh, uh, prima che me ne dimentichi: oggi è lunedì, e di lunedì di solito pubblico i video. Ecco qua:


Potete trovare i precedenti qua. Oh, ma lo sapete che le song messe a disposizione da Youtube gratuitamente sono fighe? Non credevo (ne trovate un esempio nel video 7)...Peccato che non abbia ancora imparato ad allineare durata del video e numero delle song. Anzi se qualcuno lo sa fare e me lo spiega nei commenti mi fa un piacere.


In chiusura, come sempre, il primo capitolo-completo- de "Il soffio leggero del tempo", il nuovo fumetto del sottoscritto che da anche il titolo al blog stesso. Tra qualche giorno partiamo con il nuovo capitolo (sono alla 13ma matita).



Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. Il movimento 5 stelle vince..no, che dico vince, stravince...ma no! IPERvince a Parma, con una percentuale di voti che non credo di veder raggiungere a nessun partito DA SOLO da...cioè, no, mai. Non credo di averlo mai visto.

Che possa trattarsi dell'inizio della fine della politica? Non lo so, eh! E' solo una domanda...

Passo e chiudo!






giovedì 17 maggio 2012

Steam!Magazine 3



Eravamo all'inizio del 2010. Eravamo lanciatissimi, la qualità dei prodotti aumentava spaventosamente, il numero anche, e pure i contatti non erano messi male. Il numero delle fiere cui presenziavamo era sempre più alto, e cominciavamo a prendere contatto con ogni tipo di realtà fumettistica dello stivale. In più, eravamo appoggiati da una tipografia. Insomma, avevamo le spalle larghe.

Non ci piaceva, ovviamente, il contatto con la realtà fumettistica: ogni cosa che vedevamo, ogni luogo che visitavamo, ogni persona con cui parlavamo delineavano un certo tipo di trend che dichiarava già asplicitamente dove saremmo arrivati. Nel fumetto, e nel resto. Ma non è questo il topic, ora.

Se non ricordo male, Steam!Magazine 3 uscì alla fiera di fumetto più bella che abbia mai visto in zona, vale a dire Fullcomics, del buon Salvatore Primiceri. Purtroppo non la faranno più qua, perchè tante cose non sono andate come dovevano andare, non sempre per colpa dell'organizzazione. Ne riparleremo, prima o poi.

Non era l'unico albo che pesentavamo in tale manifestazione, ma eravamo orgogliosi di avere qualcos'altro che fosse arrivato al terzo albo consecutivo (oltre Vincent de Ville). Inoltre, i contenuti avevano fatto un salto stilistico dal numero precedente talmente alto che anche noi ce ne stupivamo e ce ne complimentavamo.

I contenuti seguivano le trame delle storie che già erano partite sin dal primo albo, con il Pozzi Perduti di Marfisia, che in questo albo raggiungeva il terzo episodio;

Nel frontespizio di presentazione appariva il generale Arcano, personaggio della serie, sul quale io e Marfisa discutemo (anche animatamente) molto a lungo, in maniera particolare per quello che avrebbe dovuto essere il suo destino finale (che ovviamente qua mi asterrò dallo svelare). Nel (lunghissimo) tempo di progettazione della serie probabilmente sono arrivato ad odiare questo personaggio al quale oggi, invece, sono profondamente affezionato. Se sono arrivato ad odiarlo è perchè ormai sentivo parlare solo di lui, di continuo, di continuo, una cosa assurda. Marfisa sa essere una vera macina quando vuole. E, per inciso, il suo metodo di progettazione delle trame è totalmente avulso dalla mia personale visione della cosa. Di conseguenza, alla fine il personaggio non lo sopportavo più.

Poi, come spesso accade nella vita, Marfisia ha smesso di discuterne, e pian piano io questo personaggio ho cominciato a scoprirlo da solo, a rivedere lui nella serie e anche la serie stessa...ed oggi, come ho detto, gli sono profondamente affezionato. Non vedo l'ora di vedere svolgersi la trama che Marfisia tanto minuziosamente ha congegnato. E spero che se la ricordi bene perchè io non mi ricordo più un tubo.

Lo stile di Marfisia, se quello degli altri autori cresce e si modifica albo dopo albo (compreso il mio), CAMBIA proprio. L'unico elemento che continua a contraddistinguerla, com'era prevedibile, è la vena grottesca di accompagnamento dei suoi disegni, che onestamente ho sempre trovato affascinante. Come avete già auto modo di vedere dalla nuova matita di Cycero,

Il suo stile è cambiato profondamente, è più pulito e più dettagliato, più elegante, più completo. E pensare che questa giovane ragazza è ancora all'inizio!


Diverso il metodo di lavoro di Ric (rck015: non me ne voglia, ma sono troppo abituato a chiamarlo con il diminutivo del suo nome), invece. Se la memoria non mi inganna, non gli ho MAI visto scrivere una sceneggiatura. Solo, per Exenon, esiste un soggetto lungo quanto tutto il contenuto di questo blog (scherzo: in realtà credo che sia moooolto di più), cosa che in effetti lo rende un po' inutile, come soggetto. Per il resto, lui lavora su mini plottini in cui si segna posizioni, figure, sfondi e testi completi. Un metodo molto personale, che per alcuni è estremamente funzionale, per altri no. Sono curioso di vedere cosa accadrà il giorno che dovrà scrivere una storia per qualcun altro. Occhio, Ric.

Prima dei plottini, e qua viene la parte più interessante, viene il suo metodo di "scrittura" delle trame...o almeno, quello che seguiva fino a qualche tempo fa, quando cioè ha cominciato ad avere le idee decisamente più chiare sul come buttare giù le sue storie: egli veniva da me, e mi raccontava tutta la trama, punto per punto, fermandosi solo per rispondere alla mie domande che magari rivelavano ingenuità autoriali o, peggio ancora, veri e propri buchi narrativi. Partiva quindi una caccia alla soluzione che spesso occupava ore ed ore, con plausibilità di trama che potevano essere montate e smontate a piacimento, a seconda di come più tornava comodo per una certa soluzione o per l'altra.

Ma la soluzione più in uso per lui sono i plottini. Anche se ancora oggi capita che butti giù un intero capitolo, e poi mi dica: credo che lo butterò via e lo rifarò da capo...voglio cominicare da molto prima".

Capita. Fino a che sei in gioco, puoi giocare in tutti i modi che vuoi. Guarda Marfisia, accidenti, con il suo Cycero, quanto ce lo fa penare! (oh, per tutti e due: si scherza, eh!)

Il giocattolino di Ric, invece, Godless arriva con questo albo al suo secondo capitoletto. Non ha un frontespizio personale perchè, essendo la prima storia dell'albo, in apertura c'è il frontespizio dell'albo stesso,



Comprendente sia Godless che Arcano. Ad occhio, credo che il frontepizio sia una collaborazione tra me e Marfisia...ma non escluderei che sia tutta sua. Marfy, confuta o sottoscrivi, per cortesia.

Per quello che riguarda la storia stessa, invece, ci si è mossi in questo secondo capitolo esattamente come nel primo: Ric ha scritto la storia su plot, io ho schizzato le figure su tavola seguendo le sue impostazioni, lui ha fatto tutti i disegni principali seguendo i miei schizzi, e infine io li ho chinati. Come per il primo capitolo, caratteristica chiave di questo prodotto è che gli sfondi sono interamente disegnati e generati in autocad.


Anche questo è un prodotto a cui tengo particolarmente, perchè...semplicemente mi piace la storia. La trovo fantasiosa, divertente. Poi io ho sempre adorato le ucronie, quindi...


Chiude il trittico delle storie lunghe Suicides, sempre di Marfisia ma disegnato, in questo caso, da Valentina Veschi (di cui abbiamo già visto qualcosina). Una Vale in gran forma, questa, che non si risparmia e centra probabilmente lo stile ideale della serie:

Se penso a come era nata decisamente sfigata, devo ammettere che è stata decisamente un bel cambiamento. Oh, già, ma voi non sapete nulla di questa storia...bhe, vi racconterò, prima o poi. Sappiate solo che Suicides ha seriamente rischiato di non esistere mai. La sua storia fondamentalmente si mescola con la storia dello stesso Steam!Magazine, tra storie cancellate, liberatorie non firmate, disegnatori ed autori entrati ed usciti come se cercassero solo un bagno, e così via. Oh, insomma, dai, fatemi radunare per bene le idee e poi vi racconterò anche questa storia, dopo che avrò parlato anche del numero quattro del contenitore. L'ultimo uscito, per il momento.


Quanto al frontespizio di Suicides, CREDO che fosse mio. Chiedo alla Marfy di confermare o smentire, come sempre.

Chiude l'albo una storiella breve di Leo (di Pippo), che ci sta sempre bene! :D Andatevelo a leggere che è una figata!


Infine, una serie di tre pubblicità sui prossimi prodotti. Troverò il modo di parlarne in altro loco più indicato.

Una cosa importante da segnalare è che a questo punto, tolto di mezzo il distributore, era già avvenuto anche il passaggio di proprietà del marchio SteamPress, acquistato a caro prezzo dal precedente editore e gestito semiprivatamente dal sottoscritto. Ma anche questa è un'altra storia che dovrà venir raccontata in altro luogo più consono.


Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. Grecia di nuovo alle elezioni. Il popolo si muove per ritirare tutto il contante. Stiamo per assistere a qualcosa di sempre ipotizzato e mai visto prima... (in Argentina non fecero in tempo). Passo e chiudo!


venerdì 27 aprile 2012

Steam!Magazine 2




Ieri ho iniziato a parlare del secondo numero di Steam!Magazine, settembre 2009. In un modo o nell'altro, è probabilmente da considerare il primo numero della serie, effettivo. Segno che comunque bisognerebbe sempre iniziare dal numero zero, quando si crea una serie.

Il primo numero, come segnalato, è fuori distribuzione per diversi motivi, principalmente per evitare problemi con il vecchio distributore locale, che, pur non avendone nessun diritto, potrebbe sentirsi chiamato in causa (all'interno dell'albo c'è una sua storia, sebbene disegnata dal sottoscritto).

Inoltre, la prima storia andrebbe rivista, COMPLETAMENTE. E' passato il corrispettivo di un'era geologica dalla realizzazione di quella prima storia, e considerando il fatto che i disegnatori erano quasi tutti disegnatori alle primissime armi, appena usciti da un brevissimo corso, bhe, si, la storia andrebbe rivista in toto.

Anche perchè quella storia in effetti è poi l'unica che non ha seguito nessun filone di continuity tra quelle contemplate nel filone di Stam!Magazine e della Steam in generale.

Esiste un progetto molto ampio e molto preciso per questa riscrittura, come ho già detto, ma...vedremo, via. Vedremo. Accidenti, vorrei poter contare su un attivo di disegnatori molto più alto di così.

Di fatto, l'unica storia che resta buona del primo Steam!Magazine è la Pozzi Perduti di Marfisia, di cui abbiamo parlato ieri (e che potete anche leggere, tra l'altro, al post di giovedì). Ecco, possiamo dire che se una vera e propria spinta propulsiva alla crescita di Steam!Magazine c'è stata, è stata proprio quella Pozzi Perduti del primo albo. Pozzi Perduti che continuava già da questo secondo numero:


(Se volete vedere le tavole ingrandite andate all'anteprima di giovedì)

Storia alla quale la stessa Marfisia replicava con un'altra storia ancora, Suicides-insegnamento 1. L'inizio di un'altra serie. Non c'è che dire, la ragazza è sempre stata prolificamente produttiva, letteralmente parlando, molto più di quanto non riesca ad esserlo dal punto di vista dei disegni (come dicevo, sotto questo punto di vista la sua lentezza è qualcosa di disarmante, per il momento).


Suicides ha una storia (non una trama: proprio la storia della serie) talmente particolare che credo vi dedicherò un post a se stante, prima o poi. Basti sapere che il surplus di materiale di Marfisia che si verificò in questo albo non era assolutamente previsto, anzi, tutt'altro. Si verificarono però tutta una serie di imprevisti che ci costrinsero a lavorare in furia per chiudere un albo che non sarebbe dovuto uscire precisamente così, precisamente in quel momento, precisamente in quelle condizioni.

Anche questo in effetti avrebbe bisogno di un post a parte. Quei primi anni della Steam Press furono costellati di problemi ed imprevisti, per la verità. Ma anche di divertimento e tanta buona volontà, da parte di tutti.

Anche le tavole delle strisce del Telecrate (poi ne parleremo..) e di Leo furono aggiunti all'ultim'ora, perchè a causa dei problemi ci eravamo trovati con diverse pagine vuote da riempire.

L'unica storia che è nata esattamente così come poi è stata pubblicata è stata "La testa del mio nemico", di Ric, la prima storia di Godless. Non voglio dilungarmi troppo sulla cosa, perchè Ric ha un suo blog e immagino che avrà piacere di parlare di qualcosa anche lui, però posso dire che il progetto mi piacque sin da subito. Per l'idea, per lo stile, per l'ucronia in cui si ambienta, per la stessa concezione (i fondi realizzati in autocad sono veramente belli...peccato che, a quanto mi riporta, portino via veramente molto tempo)





Anche quello di Godless fu un grande inizio. Godless, Suicides e Pozzi Perduti sono tutt'ora i filoni portanti di Steam!Magazine, al quale da poco si è aggiunto anche Source of Life Code. In realtà dovrebbero esserci diverse altre serie, ma non sono ancora riuscite a partire, soprattutto per un discorso di tempo (o di disegnatori liberi, se vogliamo). Ma sono già diverse le serie già scritte che aspettano la loro possibilità di esistere.


Ma questa, come si suol dire, è tutta un'altra storia.


Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. E' in arrivo la stangata sulle tasse locali: tra imu, benzina, ed energia, sono 2200 euro circa di aumenti. I sindacati insorgono: "così finiremo per mangiarci tutta la tredicesima". Mi chiedo: QUALE tredicesima? E soprattutto: ma quanto cazzo guadagna questa gete di tredicesima?!?
Passo e chiudo!





Quando si iniziò a parlare di Cycero.

Non ricordo bene quando abbiano iniziato a parlare di Cycero. Di certo, poco dopo la pubblicazione della prima puntata di Pozzi Perduti, dato che le serie sono collegate, ma non escluderei che possa essere avvenuto anche prima. Sono sicuro che Marfisia mi deluciderà sulla cosa direttamente come risposta a questo post.

La cosa che mi fa pensare che non se ne sia cominciato a parlare prima di Pozzi Perduti è che in Steam!Magazine 1, dove la prima puntata di Pozzi Perduti appare, non se ne fa cenno. Non c'è ancora nessuna pubblicità, nessun riferimento...mentre invece sono già presenti le pubblicità dell'altro fumetto del distributore che poi non ha più fatto parte del gruppo delle pubblicazioni della Steam Press, ma anche di Vincent de Ville, di Ant Hill, di Quarto d'ora accademico (prima o poi uscirà!! Ve lo garantisco io da parte di Pippo! Nel frattempo è già importante che stia uscendo sul sito), e persino di Lex, un altro prodotto sul quale si lavorò a lungo e del quale poi alla fine...che dire? Questo non uscirà. Punto.

Anche queste cose (i fumetti sui quali si è lavorato tanto e che non usciranno) nel corso del tempo hanno rallentato la realizzazione del tutto. L'accumulo di stress, ritardi, e anche, magari, siti mai realmente aggiornati. Che poi ci riportano al tema iniziale di questo blog. Oh, però ora guardate un po'! Almeno tre siti (questo, quello di Ric e quello di Pippo) sono regolarmente attivi nel nostro circuito. Finalmente a questo almeno siamo riusciti ad arrivarci. Ora piano piano si tratterà di fare in modo che la casa editri...che la Steam abbia almeno un siti UFFICIALE di rierimento. Ma come detto ultimamente, anche questo finalmente sta arrivando.

Comunque, dicevo, di Cycero non si parlava ancora. Ma fu proprio questione di poco, insomma, perchè la prima pubblicità apparve già sul secondo numero di Steam!Magazine. Su esso appariva questa pubblicità:




Il secondo numero di Steam!Magazine usciva nel settembre 2009, vale a dire circa un annetto dopo il precedente. Qui di seguito è possibile vedere un piccolo estratto dell'albo:



Eravamo lanciati? Si. No. Forse. Il fatto è che la costruzione dell'idea base di Cycero nacque un po' alla volta, in maniera prolematica ma estremamente precisa, allorchè a Marfisia venne l'idea di inserire la serie all'interno della continuity di Vincent de Ville, andando a sfruttare il personaggio di Jon, il fratello di Samuel Max.

Ricordo ancora il momento in cui me lo chiese, estremamente titubante, quasi impaurita. Era certa che le avrei detto di no.

Forse per lei sarebbe stato meglio. Perchè da quel momento è stato un autentico inferno, per entrambi. Il fatto è che l'applicazione delle sue idee sarebbero andate a cambiare PESANTEMENTE alcuni elementi della mia continuity che io avevo già deciso da anni e che le servivano per forza in altra maniera.

Jonathan Max era stato creato per morire. Era uno dei punti focali, un cardine. Per lei invece doveva non solo vivere, ma vivere intensamente, combinare un sacco di casini e imprese mirabolanti e addirittura amare, cosa che mai e poi mai avrei creduto in grado di fare.

Le nostre discussioni però nascevano anche da un altro argomento che avrebbe dovuto (e sarà) compreso nella serie, che al momento vorrei però evitare di toccare...per null'altro motivo che mi piacerebbe che prima uscissero almeno un po' di albi, almeno da arrivare a parlare della cosa. Albi che, come ho già accennato, usciranno tutti preventivamente in digitale. Per la carta, vedremo.

Comunque, che devo dire? Ha vinto lei. In quasi tutto. Che ragazza testarda. Farà sicuramente strada. Però detta così è troppo facile, mi piacerebbe che questa storia fosse raccontata da lei, dal suo punto di vista. Ora, o quando vorrà. Prima della fine del mondo, magari. Cosa che sarebbe da lei.

Perchè lei la racconta bene.

Davvero.


Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. Dell'influenza basta, dai, che è durata anche troppo. Il direttore di Repubblica dice che i partiti vanno cambiati, non abbattuti. Ci sto. per due figurine della Panini (quelle che volete) e un Dylan Dog ve li portate via.

Passo e chiudo!




giovedì 26 aprile 2012

Amarcord

Come di consueto, si procede con il recupero delle strisce di atomica. Messa temporaneamente da parte la terza dei notturni (cosa volete...mi devo ricordare la battuta. Su, su, che prima o poi ce la faccio), si comincia con il capo. Il capo nasce sulla base di esperienze personali nel mondo del lavoro come dipendente (ma, ci tengo sempre a precisarlo, per qualunque cosa, qualunque riferimento a fatti, cose persone, eventi ecc. è assolutamente non voluto e per niente intenzionale. Tiè), che di certo di esperienze me ne ha lasciate tante. Non tutto quello che vedete è falso, non tutto quello che leggete è vero, ma di certo è sicuramente quasi tutto verosimilmente realistico.

La prima striscia del capo usciva nel 2008 (non chiedetemi il mese, francamente non me lo ricordo. Però magari se lo ricorda qualcuno di voi, fatevi sentire che aggiorniamo, su!), assieme, direi, a tante altre pubblicazioni. E' di quell'anno, infatti, se non ricordo male, il primo numero di Steam!Magazine, nato in fretta, tra mille problemi ma anche in mezzo alla voglia di fare. Allora la Steam Press apparteneva a qualcun altro, che poi sarebbe il curatore della fiera fatta pochi giorni fa nella mia città, mentre il sottoscritto per accordi di collaborazione ne teneva la gestione. In quello stesso anno LA Steam Press (e non noi, quindi) pubblicava anche un altro fumetto, qualcosa che non vogliamo citare perchè è stato fonte di molti problemi, ma mi piace segnalare che il disegnatore fui io stesso, tra gli altri. Di quel fumetto uscì anche un piccolo speciale, disegnato da una allora poliedrica, entusiata ed impaurita Marfisia. Questi albi sono ancora probabilmente rintraciabili su ebay, o a qualche fiera specializzata, presumo, perchè, almeno a quanto ne so, non possono essere più in commercio da tanto tempo (a tutti gli effetti risultano ritirati). Contemporaneamente, usciva anche uno speciale Vincent de Ville, che in effetti non faceva altro che raccogliere due speciali usciti precedentemente con etichetta privata (ricordo che Vincent de Ville ha cominciato la sua esistenza come autoproduzione sotto l'egida distributiva della CutUp, mentre tra questa incarnazione e quella della prima Steam Press ci sono stati due speciali usciti totalmente senza nessuna etichetta, o quasi), ma di Vincent de Ville preferisco rimandare il discorso ad altri momenti (quando avrò raccolto un po' di materiale, magari).

Incentriamoci, invece, su questo Steam!Magazine...quanti ricordi, eh?...



Di questo albo sono uscite TRE versioni, identiche per contenuto ma DIVERSE nella copertina, unicamente per motivi commerciali. Le prime due versioni comprendono il marchio del distributore dell'epoca, che poi era anche creatore e curatore dell'altro fumetto della Steam Press.

Una delle due versioni comprendeva anche il logo della prima edizione della fiera di cui si parlava qualche giorno fa. Quale delle due? Entrambe!, dato che sono nate come una sola e poi si sono divise.

Tale logo vi era inserito in quanto l'editore, come detto, era anche il patron della fiera, e queste pubblicazioni (questa e lo speciale Vincent de Ville in particolare) erano il suo fiore all'occhiello.

Il marchio del distributore, invece, era posto sotto gli altri loghi, quello della casa editrice stessa e quello del mio gruppo personale, studio2031, proprio a sottolineare una vera e propria collaborazione totale. Questa collaborazione avrebbe dovuto vedere l'editore occuparsi degli investimenti, della cura della parte amministrativa, e della ricerca degli sponsor; il sottoscritto -ed il suo gruppo, che piano piano andava formandosi- si sarebbe occupato della cura dei contenuti, vale a dire del prodotto finale che il lettore avrebbe poi avuto in mano; infine, il distributore doveva occuparsi della vendita e della diffusione del prodotto su bassa scala, dato che su larga scala l'impegno era amministrativo, e rientrava nelle mansioni dell'editore. Il fatto che il distributore avesse anche un suo fumetto personale, anch'esso per altro curato dal sottoscritto, era un di più.

Qualcosa non ha funzionato, naturalmente (le cose bisognerebbe sempre farle due volte), e ben presto ci siamo trovati a togliere il marchio del distributore dai nostri albi. La versione definitiva dell'albo è quindi quella senza il marchio del distributore.

C'è purtroppo da dire che comunque questo albo non è più in distribuzione: esso conteneva tre storie: una creata ad hoc, una del personaggio del distributore (sermpre realizzata dal sottoscritto), e la prima puntata di Pozzi Perduti (che ricordo ancora con profondo affetto, lo confesso, anche perchè è stata la prima storia completa realizzata da Marfisia). Ecco, è per evitare problemi legali di quella storia del distributore che l'albo è stato tolto dalla distribuzione. E' volontà di Marfisia ridisegnare quella prima storia, essendo passato veramente tanto dal suo vecchio stile alle sue capacità attuali, ma nel frattempo, nell'attesa, poichè quella è l'unica storia che fa realmente parte delle trame che vengono al momento seguite dagli albi Steam, per non scontentare chi voglia seguire tutta la trama finalmente ripubblico qua di seguito quella prima storia:




C'è da dire, in verità, che esiste un progetto di reboot dell'intero albo, rendendolo probabilmente molto più lungo di quello che realmente era, e di lasciarlo in libera visione in rete. Purtroppo questo progetto, cui stiamo dietro da moltissimo tempo, non vedrà la luce ancora a lungo, proprio per problemi legati alle tempistiche di realizzazione.

Confesso che vedere quell'albo realizzato sarebbe una delle mie più grandi soddisfazioni al momento. Mi permetterebbe di mettere la parola fine a qualcosa di grosso lasciato in sospeso da..bhe, almeno da quel primo Steam!Magazine.


Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. Ma se volete continuo a parlare anche dell'influenza. Sta per uscire Windows 8: sarà una merda colossale come vista, o proverà ad avvicinarsi almeno un po' alla potenza che aveva XP? E, per una volta, almeno, l'avranno riscritto il codice? O continueranno ad aggiungere pezze ad un contenuto ormai antico e aggiustato sempre alla bell'emmeglio? Insomma, come al solito per sembrare più cool ci date un culo?

Passo e chiudo!