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mercoledì 18 luglio 2012

LA MORTE PUTTANA! (Dylan Dog, il film - parte quinta)

E poi c'è questo.



Come vogliamo definirlo? Il vero film? Una figata? Un impegno un milione di volte superiore alla minchiata di Munroe? Comunque lo si voglia chiamare, "La morte puttana" è un film che lascia il segno. E lo fa per un numero molto alto di motivi.
Vogliamo partire sempre con la solita carrellata? Il solito confrontone con il film ammerigano?

"La morte puttana" ha Groucho, e Bloch. E la Trelkovski.




E anche se non appaiono, si citano Wells, Xabaras e Jenkins. E c'è la morte.

E c'è PERSINO Dellamorte Dellamore. Ah, e ha Dylan Dog, ovviamente. No, lo specifico perchè fondamentalmente nel film hollywoodiano non c'è nemmeno lui. E' giusto dirlo.

"La morte puttana" ha il maggiolone, corretto. Con la targa. Corretti entrambi. Certo, la guida è all'italiana...ma del resto la è spesso anche nel fumetto, quindi...

"La morte puttana" ha la bureau, ha il galeone e Dylan che lo costruisce, ha la penna d'oca ed il libro in con cui il protagonista tiene il suo diario. E anzi, è proprio da quello che la storia parte.

"La morte puttana" parla persino di Lillie.

La morte puttana parla di Dylan Dog, fondamentalmente. Che purtroppo, c'è sempre da dirlo, è molto più di quello che ormai fa lo stesso fumetto. Ma di questo tornerò a parlare.

Parliamo nello specifico di questo film, comunque. In primo luogo, il film dura due ore e dieci. E' un FILMONE. Con una trama semplice e complessa allo stesso tempo, che chiude le porte narrative esattamente come le avrebbero chiuse Sclavi o Chiaverotti ai tempi d'oro, quando Dylan Dog era ancora Dylan Dog. Ed ha le riprese fatte a Venezia ed a Londra. Una venezia che è DAVVERO indicata per il personagio e la storia che deve raccontare. Ed una Londra che..bhe, è Londra. Ah, già! Manca anche quella nel film di Munroe.

Comincio a sospettare che sia troppo facile dimostrare quanto sia fatto bene un film paragonandolo con "Dead of night". Non esiste neppure UN punto in cui Dead of night riesca a battere "La morte puttana"...neppure uno. E quindi, che dire, che fare? come realizzare un vero confronto?

L'unica è realizzarlo con il fumetto. Ebbene, anche qui Frison (che presto intervisterò) se la gioca più che bene. Denis non somiglia a Dylan Dog. Non somiglia allo stereotipo del personaggio che tutti abbiamo in mente, eppure è IDENTICO al Dylan Dog di Nicola Mari.





Questo probabilmente indica che il Dylan Dog di Mari non ha molto dell'aspetto stereotipo del personaggio, ma è comunque una delle proiezioni dello stesso universalemente accettate come valide ed al contempo stilose, come quella di Stano, di Dall'Agnol, di Freghieri, di Roi, di Villa, dei PRIMI Montanari e Grassani (solo di quelli), eccetera (ovviamente esistono anche versioni del personaggio che pur essendo ben fatte non rispecchianto concretamente una versione riuscita, ma di certo Mari non fa parte di quelle).


Quindi, in qualche modo il Dylan Dog di Frison è proprio Dylan Dog. Lo è esteriormente, ma lo è soprattutto interiormente. E lo è da solo, esattamente come il Groucho di Walter è proprio Groucho da solo (ricordo che nel film di Roberto D'Antona la coppia Dylan-Groucho funziona bene soprattutto nella loro accomunanza, laddove Dylan Dog non è molto Dylan Dog, Groucho non è esageratamente Groucho, ma insieme appaiono effettivamente come Dylan e Groucho). Qui i personaggi possono essere separati e funzionano perfettamente per quello che sono. Così come ogni parte del film funziona per quello che è, una storia dylaniata abbastanza old style da apparire perfettamente come deve essere. Tanto da sentirmi di invitare Frison a provare a scriverlo, Dylan Dog...proprio per la Bonelli.

Qui comunque entriamo nello specifico della assoluta professionalità del progetto e dei suoi autori. In rete già si parla, soprattutto SI CHIEDE, un seguito alla storia...cosa che non è affatto da escludere. Ed è chiaro, data l'esperienza maturata in questo progetto, che essa sarà assolutamente migliore (ma guardate che già qua siamo ad un livello molto, molto, molto alto...se qualche peccato di ingenuità vi si trova, è facile riscontrare che esso è dovuto alla mancanza di un vero e proprio budget e non a incapacità di vario genere. Non dobbiamo comunque dimenticare che si tratta di un prodotto amatoriale). Bene, cosa accadrà allora? Come si concorderà all'esistenza di un prodotto privo di lucro, gratuito, assolutamente SUPERIORE a qualunque tipo di prodotto ufficiale si possa realizzare sull'argomento?

Quale varrà considerato il prodotto ufficiale? Quello effettivamente ufficiale o quello fatto bene?

Sia chiaro che la mia intende essere assolutamente ed apertamente una provocazione. Una provocazione nei confronti di chi ha accettato che Dylan Dog, il NOSTRO Dylan Dog, diventasse quello che è diventato. E che poi venisse trasposto in un film che fa tutto fuorchè parlare di Dylan dog.

Allora, la mia domanda è: chi è che ci ha traditi?

E Frison, restituendoci il reale personaggio, cosa ha fatto? Ne è diventato uno degli autori?

Comunque la si voglia interpretare, e comunque la pensi gente che NON SA MINIMAMENTE COSA SIA (FOSSE) DYLAN DOG (ho trovato una recensione in rete che non ha il minimo senso) Frison ha fatto un lavoro a dir poco eccezionale.

Credo che ci troviamo di fronte ad un caso primo a livello mondiale sull'argomento. Non riesco a trovare un esempio che possa reggere il paragone, se non, in forma contraria, il famoso film di Watchmen che, come abbiamo già detto, non ha minimamente soddisfatto l'autore, Alan Moore, ma che è assolutamente perfetto dal punto di vista della trasposizione. C'è da dire che in quel caso però l'autore è il solo che si sia chiamato contrario al progetto, mentre l'avvallo della DC comics è forte e ben sentito. C'è da dire che Moore non riconosce neppure la DC comic come reale detentore dei diritti della sua opera, quindi la cosa fa un po' esempio a se...

No, nel contesto generale non trovo parallelismi funzionanti. Ricordo film brutti tratti da fumetti bellissimi, e ricordo film tratti da fumetti (o anche cartoni animati) che non somigliano nemmeno da lontano all'opera da cui sono stati tratti. Belli o brutti che poi fossero i film in questione.
Ma non ricordo minimamente un caso in cui, in contrapposizione al brutto prodotto ufficiale, esista un contrapposto amatoriale infinitamente migliore del primo.

Denis Frison ha rotto delle barriere. E in tempi in cui l'autorialità è in aperta valutazione, il futuro è ancora tutto da scoprire.

Una grossissima speranza è che la Bonelli, ora, forte dello scandaloso risultato di Dead of night, e dell'incredibile senso del personaggio de "La morte puttana", abbia il buon gusto di fare un saltino indietro e capire cosa c'è di sbagliato nel Dylan Dog attuale. Per quale motivo i lettori non o riconoscono più.

La botta di genio finale nel capolavoro di Frison sta in una delle ultime battute del personaggio :

























ATTENZIONE SPOILER!! INTERROMPETE LA LETTURA SE NON VOLETE ROVINARVI IL GUSTO DELLA VISIONE!



























" Non lo so...forse...ora che...non lo so, forse devo solo riprendermi...", simbolismo sul fatto che la confusione in cui si trova il personaggio è fortemente SENTITA, tra i lettori...e secondo Frison (e anche secondo me), anche dal personaggio stesso.
E già che sono in Italia, decide di fare un viaggetto a Buffalora, la città di Francesco Dellamorte.


Dove tutto è iniziato. Da dove si può ripartire.



domenica 1 luglio 2012

Il trillo del diavolo - Dylan Dog, il film (parte quarta)


Ora, c'è da fare un giustissima valutazione, perchè i meriti vanno riconosciuti. In fin dei conti, pur avendo cercato di essere buono (e se lo merita!) con Roberto D'Antona, nel parlare del suo primo film su Dylan Dog non ho potuto fare a meno di accentuarne i vari difetti. E riconosco che l'ho fatto con dispiacere.


Bhe, ecco la novità: tutti i difetti -MA PROPRIO TUTTI TUTTI-che abbiamo riscontrato a Dylan Dog- L'inizio sono a dir poco ELIMINATI nel secondo film del gruppo: Dylan Dog-Il trillo del diavolo.

(Il film è scritto e diretto da Roberto D’Antona, che ne è anche produttore, con Francesco Emulo, Michele Friuli, Paola Laneve e coprodotto da Michele Grassi.)

La fotografia è pulita, l'esposizione ottimale. Le videocamere amatoriali a mano sono state sostituite da ottime ottiche professionali. I colori sono brillanti. Gli attori sono bravissimi (davvero, tutti), la trama leggermente più concreta. Dylan e Groucho sono ancora la coppia perfetta che erano nel primo film, persino piccoli particolari (come gli occhiali di Groucho) sono stati migliorati. Stavolta inoltre non c'è un accento sbagliato, il montaggio è molto più gradevole e le musiche molto più curate.


Il film è ancora un mediometraggio (peccato, una mezz'oretta in più lo avrebbe reso ANCORA più paragonabile ad un film vero e proprio).

Unica vera pecca del film, che a mio giudizio si stacca pesantemente dalla qualità del resto del prodotto, è Bloch, che non somiglia affatto al personaggio.


Ma paragonato a quello che appare (per un istante) in Dead of night è perdonabile, via...

Comunque, nonostante questo, il salto di qualità dal primo film è a dir poco ENORME. Tanto da farmi ben sperare che D'Antona arrivi a concretizzarne un terzo, perchè...perchè si, ci sta. E anzi, dato lo stile narrativo dell'autore, spero che voglia realizzarne una piccola serie (non essendo il gruppo nuovo all'iniziativa), magari composta di episodi più corti di questi mediometraggi (una quarantina di minuti l'uno sarebbero perfetti), che però possano portare avanti anche una trama di più ampio respiro. E' una ETERNITA' che si parla, si sparla e si riparla di una possibile serie su Dylan Dog. A questo punto, dati i risultati ufficiali, vorrei davvero tanto che questa fosse amatoriale. La qualità amatoriale del prossimo D'Antona.


Ricordo una lettera pubblicata su un Dylan Dog una ..entina d'anni fa, all'epoca in cui si vociferava di film, controfilm, serie, cartoni...la lettera diceva "Vi prego, non realizzate un film su Dylan Dog, perchè lo fareste di certo morire". Bhe, quello che la casa americana ed il signor Munroe hanno fatto è peggio, molto peggio.

Meno male che poi ci sono personaggi come D'Antona che ci raccontano che il personaggio è ancora vivo.


E ancora più di lui, Denis Frison. Ma di lui e del suo SPLENDIDO lavoro iniziamo a parlare la prossima volta.





mercoledì 27 giugno 2012

Dopo c'è L'inizio - Dylan Dog, il film (parte terza)


Cominciamo da questo. Allora, "Dead of Night" non è l'UNICO film su Dylan Dog. No, davvero. So che siete in tanti là fuori ad aver smesso di leggere il fumetto per colpa dell'incredibile bruttura che è quel film (bhe...diciamo che il film è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il grosso del martoriamento l'ha fatto la Bonelli, con il quasi totale appiattimento delle storie e del personaggio. Ma tant'è)...ma ci sono altre pietre di paragone. Il punto è che sono tutti NON UFFICIALI. Fanfilm.

Purtroppo questi fanfilm non sono certo al livello di quelli di Guerre Stellari o di Star Trek (i budget sono INFINITAMENTE più bassi), epperò...però...

Però il problema è che questi film vanno confrontati con il film ufficiale, che di ufficiale NON HA PROPRIO NULLA.


Quindi, ecco i fatti. Il film per il confronto è DYLAN DOG-DEAD OF NIGHT. Il film da confrontare è DYLAN DOG-L'INIZIO.

Questo è un film autoprodotto dal team Grage Pictures. Italiani (finalmente!), Low Budget, No Profit.

Insomma, soldi zero. E si vede. Bisogna riconoscerglielo.

Cerchiamo di essere concreti: il film ha tanti difetti. la storia è un po' leggerotta, i dialoghi sono forzati ed a volte un po' ripetitivi. Gli attori non hanno granchè capacità di dizione e l'accento è decisamente TROPPO marcato. C'è da dire che alla cosa hanno posto rimedio ambientando la pellicola a Taranto, fornendo così una spiegazione agli accenti. Bisogna dire che, mentre i due attori principali hanno una certa esperienza alle spalle, tutti gli altri sono attori occasionali. Riconosciuto. E in tal senso hanno fatto comunque un lavoro...bhe, dignitoso.

In più, c'è da dire che si vede davvero tanto che gli attori stanno recitando. Effetti speciali decisamente low budget (ma questo è più un pregio che un difetto, bisogna sottolinearlo), e ambient così così.

Ecco. tutto questo vale per tutti gli attori ed il film. Tranne per loro, dicevo.

Roberto D'Antona e Francesco Emulo. Rispettivamente, Dylan Dog e Groucho.


Ecco...è un po' difficile da spiegare. Sono un po' raffazzonati entrambi, sia Dylan che Groucho. Non somigliano troppo ai personaggi. Troppo costruito il primo, troppo ridicolo il secondo. VOLUTAMENTE ridicolo, voglio aggiungere, che sennò poi uno capisce male. Epperò...epperò loro sono belli. Forse avrebbero dovuto lavorare un po' di più sui personaggi, forse l'intero film avrebbe necessitato di un (bel) po' di tempo in più per essere realizzato, però, però...

Però io non parlerò MAI male di chi ci prova con il cuore. Questi ragazzi amanti del cinema e del fumetto non hanno fatto un gran film, ma mi hanno restituito un indagatore SICURAMENTE, senza nessuna ombra di dubbio, migliore di quello di Dead of night, ed un assistente goduto e sentito.

I due fanno ridere. Sono bravi, sono divertenti, non sono né Dylan né Groucho, ma assieme SONO Dylan e Groucho. I loro sguardi, le loro battute, persino le simmetrie di movimento.

Quello che sto cercado di dire è che il film, nonostante le pesanti ingenuità, nonostante i difetti (la fotografia è decisamente assente), nonostante tutto, mi ha fatto passare un'oretta di relax. Una parte del tempo della mia vita che Dead of night mi aveva rubato.

E guardate che oggi come oggi passare un'ora di relax grazie ad un film NON E' PER NIENTE FACILE.


Insomma, che dire? Non sono tipo da voti, credo non servano a nulla e non ne darò. Ma se devo stabilire se sia meglio Dead of night o L'inizio, devo fare qualche valutazione.

Il primo è costato sicuramente più di 5 milioni di dollari. Difficile trovare la cifra precisa, ma sicuramente più di 5 milioni. Nota PESANTEMENTE a sfavore.

Il secondo poteva costare un po' di più. Certe mancanze si sentono. Del resto 5 milioni di differenza sono sicuramente un punto A FAVORE. Inoltre, nonostante la mancanza di budget, questi ragazzi l'hanno fatto lo stesso. Altro punto a favore. 0-2.

Il primo ha un protagonista che somiglia vaghissimamente al personaggio, fisicamente, ma è un'altra persona, punto.

Il secondo non somiglia per niente, fisicamente, e poco caraterialmente. Ma assieme a Groucho, sono indubbiamente Dylan e Groucho. 0-3.

Il primo ha Marcus, il secondo Groucho. 0-4.

Il primo è un film di gran livello, luci, fotografie, inquadrature. Il secondo è stato girato con una digitale amatoriale (e la cosa si sente benissimo quando Dylan accende e spenge velocemente l'abat-jour, non lasciando tempo all'ottica di abituarsi alla cosa). 1-4, anche se il fatto che questo punto sia costato più di 5 milioni continua a farmi pernsare che questo non sia proprio un pregio...

Nessuno dei due è ambientato a Londra. Pareggio. Il secondo almeno ha il buon gusto di spiegarlo. Pareggio anche per il fatto che entrambi hanno la pistola sbagliata.

Il primo ha una predominanza di licantropi e vampiri, che non se ne può proprio più, mentre il secondo usa una specie di morti viventi. Un punto al secondo. C'è da dire però che uno dei protagonisti del primo è un morto vivente a sua volta, quindi un punto anche al primo. 2-5.

Il secondo ha degli accenti smaccatamente pesanti. Perde un punto. 2-4.


Il secondo è in qualche modo fedele al fumetto, il primo anche. A Hellblazer.

2-5.

...


Vorrei farvi capire quanto è difficile. Sto cercando in tutti i modi di NON far risultare una produzione amatoriale migliore di una produzione hollywoodiana da più di 5 milioni di dollari. Ci sto provando perchè NON CI VOGLIO CREDERE.

E NON CI RIESCO.

Posso dire allora che il secondo è, come tutte le fanproduzioni, un prodotto tolleratamente illegale (gli togliamo un punto, anche se proprio per il fatto di esistere anche se non potrebbe ne meriterebbe un altro), mentre il primo è (sig!) prodotto sotto licenza. Qui mi sento di togliere un punto ai detentori del copyright, ma non voglio entrare in questo discorso, sennò sforiamo.

Però nel secondo c'è un lancio della pistola che fa paura.

Insomma. Dai. Voglio ipotizzare che ci sono mille cose che non ho considerato, e quindi voglio dire che il 2-4 che abbiamo raggiunto sia in realtà un pareggio. Magari potremmo anche azzardarci a dire che Dead of night per tanti motivi (l'unico che mi viene in mente è quello di essere un prodotto comunque professionale) è comunque un pochino superiore a L'inizio.

Ma di poco. Pochissimo.

Ma possiamo aggiungere anche altro. Che invece di dimenticarselo, e lasciarcelo dimenticare, o AL LIMITE di fare un reboot, a quella stracagata del film di Kevin Munroe farà probabilmente seguito un secondo film. Qualcuno parla anche di trilogia. NON C'E' LIMITE AL PEGGIO.

Di contro, L'inizio ha GIA' un sequel.

Munroe, sooka!!




E domani ne parliamo.

martedì 26 giugno 2012

E poi arriva questo - Dylan Dog, il film (parte seconda)

incipit:


Phab: hai mica letto il post che ho scritto ieri?
Ric: quello sui film di DD?
Phab: yes
Ric: sì.
Phab: mo' parlo del film di Dylan Dog
Ric: ah!!!
Ric: quello bello.
Ric: anzi
Ric: quello e basta.






Svolgimento:



E poi arriva questo.



No, davvero. Quando ne ho sentito parlare la prima volta non volevo crederci. Ogni volta che usciva un'intervista al regista, sembrava che si scusasse per qualcosa: "No, perchè abbiamo avuto questo tipo di problema qua...e quello là...insomma, piccole cose, ma tutto sommato nulla di trascendentale". La cosa interessante era che, nonostante tutto, si dichiarava sempre comunque soddisfatto di come il film fosse rimasto veramente fedele all'idea originale.


L'idea di Buffy l'ammazzavampiri, intendeva dire.



Vediamo queste piccole differenze che, dice, erano necessarie per poter realizzare il fim.

In primo luogo, NON C'E' GROUCHO.

Cazzo.

Non c'è Groucho.

Non c'è.

Groucho.

Cioè, non so se avete capito, o forse l'avete sentito dire, o magari avete visto il film, nel caso provo pietà per voi, cioè, davvero, se avete bisogno di qualcosa fatemelo sapere, ma NON C'E' GROUCHO.


Ora. Dire che in un film su Dylan Dog non c'è Groucho e affermare che comunque è fedele al fumetto originale significa che...no, non ci siamo. Di cosa stiamo parlando? Il regista non lo sa. Noi si: di UNA MERDA.

Ma passiamo oltre. Groucho non c'è perchè la famiglia Marx chiede dei diritti talmente alti sulla figura del personaggio che risulta assolutamente INUTILIZZABILE.

Evabbè. Questo mi spinge ad interrogarmi sulla struttura effettiva della legge sul diritto d'autore, quanto ci si può spingere avanti nell'utilizzare una cosa non tua o nel chiedere diritti per il proprio utilizzo? Ho parlato un quintiliardo di volte di copyright (e di certo non mancherò di farlo ancora), ma delle esagerazioni non abbiamo avuto ancora modo di trattare.

Comunque, Groucho non si può usare. Come diamine hanno fatto ad utilizzarlo per quasi trent'anni in italia nel fumetto? Sempice, con un cavillo burocratico poco noto ma al contempo molto usato: SE NE SONO SBATTUTI I MARRONI.



Questo fa dell'intera opera a fumetti italiana più venduta di tutti i tempi una possibile violazione continuata del diritto d'autore? E' probabile. Ciò nonostante, sembra che nello stesso modo in cui l'opera e la figura di Groucho Marx è ampiamente coperta negli Stati Uniti, ugualmente non gliene frega niente a nessuno al di fuori degli stessi. Probabilmente perchè il resto del mondo gli riderebbe in faccia, a quel paese di esagerati lunatici che sono, appunto, gli Stati Uniti.

Purtroppo il film è americano.



Del resto, già nell'uscita americana dei Bonelli comics, anni fa, la figura di Groucho era stata ritoccata con Felix. Dont' ask...




Andiamo avanti con le ridicolaggini sul diritto d'autore americano? Dai che sono veramente roba che non è roba. Tanto lo sapete che comunque prima o poi ci torno, pure su questa cosa.

Lo sapevate che la Disney ha messo il copyright sui MAGGIOLINI (ONI) bianchi?!? Per proteggere Herbie!


Ma solo in America!! E' giusto di qualche mese fa l'idea di Facebook che ha cercato di registrare la parole "face". Vi lascio ragionare sulle implicazioni della cosa.


Domani registro il mio cognome. Da dopodomani tutti i postini del regno dovranno pagarmi le royalities. Così magari riesco anche a rimettere a posto le mie economie, che ormai queste politiche di merda hanno portato alla rovina finale.

Oh, poi venitemi a dire che la Disney non è potente. Il Copyright su un'auto di un preciso colore. Fosse almeno della Volkswagen. No, della Disney. Che sta guidando la legge sul copyright a livello mondiale.

Ricordatemelo che poi parliamo anche di questo. Poi ci sarebbe da fare anche un discorsetto sulla Disney, la Marvel e il futuro di Dylan Dog...

Comunque, davvero, il maggiolone bianco non si può usare. Così ne ha uno con i colori invertiti. Nero con la capotte bianca. E vabbè, via, può averlo cambiato. Anche perchè ci troviamo, probabilmente, molti anni dopo l'ULTIMA storia di Dylan Dog (questo comporterebbe precise scelte a livello di trama, ma tant'è, fanculo alla continuity).


Diversi anni dopo l'ultima storia, dicevamo, nel corso della quale un evento traumatico tremendamente forte dovrebbe averlo spinto a lasciare tutto, Londra e Groucho compresi. E anche Bloch, ovviamente. A parte che ormai questo dovrebbe essere bello che andato, mentre il nostro old boy (per l'occasione trasformato in old man) continua immancabile la sua eterna giovinezza (invecchierà mai? Ricordo stralci di futuro in cui si, invecchia).


Insomma: via Londra, via Groucho, via il maggiolone. Dice: il resto sarà rimasto uguale, almeno. Almeno la Boleo sarà quella. Il regista garantiva che almeno quella era giusta, e ne era veramente contento. Insomma, taglio corto? Non è quella la pistola, non è quella la scrivania, non è quello il galeone. Non è quella nemmeno la città, e nemmeno IL CONTINENTE! Per altro, in una foto si intravedono due tizi, un Kojak sovrappeso con una calotta calva di plastica e un imbecille travestito da Groucho. Il primo dovrebbe esser Bloch.




Che pena.


Ma quello che veramente non è lui è DYLAN. "Non servono piani, solo pistole più grosse". Dai. Inoltre, come se veramente non ne avessimo gli Hardisk pieni, solito scontro tra lupi mannari e vampiri. Quello che sbriluccica non è bastato, non l'hanno ancora capito.

Qualche zombi, una vaga idea di sovrannaturale, armi a gogo, pomodori, insalata, un filo d'olio e servire freddo.

Ai ferri corti: il film fa schifo. Uscito come Dead of Night, il cognome DOG non compare scritto neppure sulla porta dell'indagatore (c'è, ma una abile regia lo copre con un riflesso), salvo poi ricomparire magicamente in alcune versioni americane della locandina. Non ho ancora avuto modo di vederlo in inglese, ma se ho capito bene, il personaggio in lingua originale è Dylan, e basta.

Preso così, regge bene il paragone con Buffy. Se vi è piaciuta la famosa serie, probabilmente vi piacerà anche questo. E poi il personaggio è un duro, uno spaccone, se parlasse pure un po' sboccato e con accento romanesco sarebbe quasi meglio di Nico Giraldi.



QUASI.

Solo che per noi è uscito come Dylan Dog. Ne vogliamo parlare?

Qualcuno è riuscito a sopportare il tradimento che questo film compie nei confronti del personaggio?


Poi con calma parliamo anche di Marcus. E di Sclavi il vampiro. E di Borelli. Si, Borelli. Forse volevano dire Bonelli ma qualcosa mi dice che il buon Sergio non vedesse di buon occhio il film...

Per il momento plachiamoci con la notizia, fortemente ufficiosa, per ora, che esisterebbe un progetto, sempre di Soavi, per il sequel di Dellamorte Dellamore.


Domani invece se ce la facciamo parliamo di Dylan Dog: l'inizio.




lunedì 25 giugno 2012

Dylan Dog, il film (parte prima)

E mica vi aspettavate una tavola nuova anche oggi, no? Dopo l'abbuffata delle ultime due settimane, ora voglio parlare un po' di altro.

Dunque, c'è una cosa di cui in effetti volevo parlare già da un po'. E per farlo mi prendo un po' di spazio, un po' di tempo, e parto da abbastanza lontano.

Il film su Dylan Dog. No, mi correggo. IL film su Dylan Dog. Che non è la stessa cosa.

Ok, Dylan Dog lo conosciamo tutti, il personaggio, 1986, Sclavi, successo incredibile, bla bla bla. Ok, Non è di questo che voglio parlare. Non di quel 1986, bensì di otto anni dopo, 1994.

L'anno di Dellamorte Dellamore di Michele Soavi.


Ignobilmente lasciato passare per IL film di Dylan Dog, sulla scia dell'enorme successo del fumetto, in realtà il film è la trasposizione cinematografica di un romanzo, DELLAMORTE DELLAMORE, appunto, uscito 1991, ma scritto molto tempo prima dell'uscita di Dylan Dog e dal quale Dylan Dog fu tratto. Basta questo per definirlo IL film di (su?) Dylan Dog?



Secondo me no.



Ma basta per definirlo IL film di Dellamorte Dellamore, con una bella stizzata d'occhio al personaggio del fumetto. Fumetto nel quale il nostro tombarolo è comparso una volta con una storia che è anche una parziale riscrittura della SUA, di storia, e nel quale è stato ricitato altre due volte.



Il gioco di rimandi è sottile, tipo, per citare un esempio tutto italiano, il parallelismo Fracchia/Fantozzi, il primo dei quali era uno dei personaggi dei romanzi del celebre impiegato della megaditta (sue erano le scene che poi nei film saranno rivissute da Filini, sebbene Filini già comparisse nei libri stessi).



Quindi, non era il film di Dylan Dog, ma era la cosa più vicina ad esso che ci fosse.


Francesco Dellamorte è il becchino di Buffalora, insieme al suo aiutante Gnaghi. Una strana epidemia si sta diffondendo: alcuni morti (tutti, poi scopriremo) entro sette giorni dal decesso ritornano. Per nulla turbato da ciò, Francesco è costretto, ogni volta, a sparare alla testa i suddetti e riseppellirli. Ha diversi hobbies (leggere elenchi del telefono, ad esempio), ma la sua monotonia cambia dopo l'incontro con una vedova insoddisfatta, che lui possiede sopra la tomba del marito, proprio la notte del suo ritorno. Lui morde lei, apparentemente uccidendola, e Francesco, dopo aver rimesso a tacere il marito, aspetta che lei RItorni per poterle sparare. Solo che lei non era morta, quindi non era ritornata, quindi dopo il proiettile di Francesco torna davvero. E lo morde. Sarà Graghi a farla fuori, questa volta.

E dopo, chissà, forse il morso lo fa delirare, o forse le cose accadono davvero, Francesco incontra anche la morte. Che gli fa notare che se deve aspettare che la gente muoia per poi riucciderla, allora tanto vale che gli pari in testa sin da vivi. Dellamorte segue il consiglio, uccidendo sempre più persone ed arrivando a perdere completamente il contatto con la realtà, non riuscendo più a distinguere la vita e la morte, e nemmeno le persone, ato che le donne che continua ad incontrare sono sempre uguali alla prima. Il giorno dopo Francesco viene a sapere dal commissario Straniero (personaggio ricorrente nei romanzi di Sclavi) che a commettere tutti gli omicidi avvenuti in città è stato un suo amico di nome Franco che adesso è in coma. Ignorato per sempre dalla vita, persino le vite che ha rubato non gli vengono riconociute. Così Francesco, infuriato, decide così di scappare via insieme a Gnaghi. Quella stessa mattina, si mettono in viaggio, solo per rendersi conto, passata la galleria che divide il paese dal resto del mondo, che il resto del mondo non esiste.

Abbiamo detto che era il film più vicino a Dylan Dog che ci fosse. E ci bastava! Vuoi perchè il film era bello davvero, vuoi perchè la storia stava bene in piedi e vuoi perchè la sceneggiatura era molto fedele al romanzo (con qualche piccola licenza per l'adattamento). Vuoi perchè Rupert Everett ERA Dylan Dog, ed era Dellamorte Dellamore al contempo. Vuoi perchè il film era al contempo poetico, d'avventura, horror (per gli standard dell'epoca) ed umoristico. FORTEMENTE umoristico. Esattamente lo stesso humor nero del romanzo. Vuoi le musiche, vuoi l'ambient, vuoi anche Anna Falchi (e cavolo se la volevi quella). Vuoi un sacco di cose, il film funzionava.


Fino a che non è arrivata 'sta cagata.


Ogni realtà ha il suo incubo. ECCOLO. (E occhio che la prossima volta parliamo di questa)


E allora no. Cavolo. Allora non ci bastava più.

sabato 26 maggio 2012

Il Batman di Nolan e il Dylan di Frison

Era il 3 novembre 2005, e aggiungevo un nuovo post al vecchio blog. Stavolta parlavo di cinema, nello specifico di Batman, quello nuovo, quello di Nolan. Ed a parer mio, quello con il costume brutto che non c'entra una sega col personaggio. Ad ogni modo, analizzavo il film, e lo mettevo in contrapposizione con la vecchia serie di Burton, chiedendomi se fosse in continuity con esso. Perchè non ho mai non solo sopportato, ma nemmeno compreso i reboot. Cioè..perchè?

Vabbè.


La cosa più interessante di tutte però erano i commenti, che dimostrano quanto in fondo la stessa domanda se la stessero facendo in tanti, chi sperando in una cosa, chi sperando in un'altra...poi purtroppo è arrivato il secondo film a chiarire che non vi aveva nulla che vedere, ma...pazienza.

In fin dei conti sono comunque dei bei film. E' bello quando da un fumetto traggono comunque un buon film, nonostante tutti i difetti che possa avere. Mica come quella cagata del film di Dylan Dog (a tal proposito, speriamo tutti in Denis Frison, con il suo LA MORTE PUTTANA, quello che si preannuncia come il VERO film su Dylan Dog. Non vedo l'ora che sia pronto per poterne parlare approfonditamente. Muoviti, Denis! Facciamo il tifo per te!).


"Qualche sera fa, finalmente, sono riuscito a vedere il nuovo Batman.
Finalmente perchè il sottoscritto non sopporta il cinema come luogo, con tutta la gente che fa un frastuono infernale e non mi lascia vedere il film in pace e tranquillità.
Viene da se, quindi, che sono un amante del DVD.

Sono riuscito a vederlo, dicevo, e mi è piaciuto. Mi è piaciuta la storia (fortemente presa da Year One, di Miller e Mazzucchelli, ma non solo), mi è piaciuta la realizzazione, mi sono piaciuti i personaggi. Ed anche il modo in cui questo film si integra con gli altri quattro (i due capolavori di Tim Burton e le due caricature di Joel Schumacher), riportando la serie ad un livello molto meno infimo di come l’aveva immaginata il patinato regista di "un giorno di ordinaria follia".

Tra i tanti commenti che ho sentito su questo film, c’è quello per il quale NON SAREBBE in continuity con gli altri.
Non sono d’accordo.
Per me si integra perfettamente, allacciandosi alla perfezione a "qualche mese prima" del Batman interpretato da Michael Keaton (arrivando addirittura a mostrare l’arrivo del Joker, con le sue prime scorrerie).

Di lì a poco dal finire di questo film Batman cambierà leggermente il costume (come accade realmente nella saga fumettistica, che dalle varie riscritture post-crisis in poi parrebbe aver indossato il costume senza il cerchio giallo attorno al pipistrello sul petto per un periodo non inferiore ai sei mesi e non superiore all’anno), arrivando a quello del primo film. L’auto, viene specificato in questo stesso film, è un prototipo: ben presto arriverà a somigliare alla Z-3. In più c’è l’immissione di personaggi fondamentali alla saga, come -finalmente- un commissario Gordon che vale qualcosa, un Lucius Fox, o un Falcone (personaggio che è sempre stato presente indirettamente nella serie, partendo da quel procuratore distrettuale Harvey Dent che è suo principale accusatore e che compare nel primo film, per poi riapparire nel terzo orrendamente sfigurato da Falcone stesso. Sorvoliamo sul fatto che nel primo film Dent sia nero e nel terzo -giustamente -bianco).

La storia comincia veramente a prendere sugo.
Il punto sul quale tanti ancora insistono - per la non immissibilità in continuity - è poi il fulcro della storia, l’assassino dei genitori, Joe Chill, fatto che entra in apertissima contrapposizione con quanto affermato nel primo film, e cioè che l’assassino dei Wayne sia il Joker.
Potremmo soffermarci sul fatto che questa fu una licenza poetica di Burton, in quanto secondo il filone fumettistico (che, occorre ricordarlo, è l’originale) riconosce il fatto che con molta probabilità l’assassino è Chill.
Con molta probabilità, perchè comunque non si sa con certezza. Infatti il dubbio permane comunque per tutta la serie, complice il fatto che Chill è un povero disgraziato, alcolista, che ha ucciso così tante persone da non riuscire neppure a ricordarsi se effettivamente è lui l’assassino…

Chiunque sia, in effetti questo non ha più importanza. Nel film Chill viene accusato e si prende la colpa, al punto di morire per essa. Ha importanza? Quello che non vedremo mai narrato, ma che comunque tra i film permane, è il fatto che prima o poi verrà dimostrato che non è stato Chill a uccidere i Wayne, e sarà lo stesso Batman a scoprire il vero assassino, ricordandosi quella frase melodrammatica ("danzi mai con il diavolo sotto il pallido pleninunio?") che il Joker pronuncia alle sue vittime.

Tutto torna.

Ottimo film."

E questo, alla fine, è quello che pensavo-e che penso- del film. La teoria sulla continuity è stata smontata, e vabbè, ma che sia un ottimo film, comunque resta.

Come resta il fatto che il costume faccia schifo. Abbiate pazienza. Sull'attore potrei prima o poi rivedermi (ma non sarà MAI l'ottimo Keaton), ma sul costume no, accidenti, proprio no.

Però il film è ottimo. Nonostante ogni volta ne parli con Marfisia sottolinei che è pessimo. Chissà se l'ha mai capito che la prendo in giro.


A questo pezzo, dicevo, seguono un paio di commenti:


"Scusa ma non sono d’accordo.Il film racconta gli esordi di Batman, senza interessarsi agli altri 4 precedentemente realizzati. In Batman Begins, Batman si allea con l’ispettore Gordon (allora ancora detective) mentre in Batman i due non si conoscono. in BB Gordon inventa il bat segnale, al termine di B è Bats ad ideare il batsegnale.Il Joker ha già iniziato la sua attività criminale, al termine di BB , mentre all’inizio di B Jack Napier ancora neanche immagina il suo infausto destino. Comunque discutere tanto non ha senso, al momento dell’uscita del seguito di BB capiremo se è l’inizio di una nuova saga o il prequel di quella vecchia."

Tutte valutazioni correttissime, ma siamo talmente tanto abituati agli errori di continuity anche nei film che in continuity ci sono seriamente (vedi la saga di "amici miei", ad esempio), che reputavo il tutto accettabile, nel considerare comunque il film il quinto della saga burtoniana-sebbene in prequel.

Concetto che il secondo commento dimostrava comprendere appieno:

"premettendo che batman begins sia un prequel, devo dire che come qualità e trama non supera i primi due del mitico Tim Burton.
La grande trovata è la fine, ossia il riallacciamento con il primo di Tim, Batman(1989). Se vogliamo parlare delle imprecisioni in base al riadattamento fumetto o vecchi film, possiamo dire che la sceneggiatura è una libera trasposizione e alcuni particolari possono essere tralasciati, eliminati o addirittura cambiati."


Il vecchio blog, una volta tanto, si manteneva su toni leggeri. E per restare su toni leggeri anche adesso, vi ricordo che un coda a questo post, come sempre, c'è il primo capitolo de "Il soffio leggero del tempo", il mio nuovo fumetto, e per stasera la chiudo qua.


Questo è soffioleggero, si parla di fumetti, relax, riflessioni sulla vita e sul mondo. Grillo e il suo nuovo sindaco litigano. Santoro si offende per una affermazione del leader ex comico. Sua emittenza propone di cambiare la costituzione per assumere una votazione presidenziale a doppio turno sul modello francese. Perchè in fondo ci spera ancora al Quirinale. Dopo non gli manca che cambiare la Bibbia e diventare Papa. Al Papa, intanto, arrestano il cameriere per spionaggio, che nemmeno nei libri di Dan Brown. Il tutto dopo l'allontanamento del signore della banca vaticana. Tutto questo mentre al papabile presidente (secondo la new costituzione) le vecchie compagne di gioco affermano che durante i bunga bunga si travestivano da Obama. Si, quello. Proprio quello abbronzato. Lui. Ecco. Nel frattempo la lega pare dice che se ne vada. Troppi scandali. Ma non erano quelli di "Roma ladrona?" Mha! Che mondo complicato. Meno male che stiamo entrando nella terza repubblica. Ci sta bene, mentre stiamo entrando tutti nel terzo mondo. Tutto torna.

Passo e chiudo!



martedì 24 aprile 2012

Il soffio leggero e steampress

Voglio tranquillizzare tutti che nonostante la mia malattia prosegua, sto portando avanti te tavole nel soffio leggero del tempo. Come ho detto, non abbandonerò, per nessun motivo, la storia che (vi) sto raccontando. Sento sempre di più il bisogno di tranquillizzarvi di questo, forse perchè sento il bisogno di tranquillizzare me stesso, in mezzo a tutto il fumetto che, onestamente, non sta uscendo, sta uscendo male, si sta rovinando, o si sta interrompendo, in questo periodo.

E' una goccia nell'oceano, ne sono certo, probabilmente, ma dire che il soffio leggero del tempo non si interromperà e arriverà fino alla fine della sua corsa, in questo momento dove, morto papà Bonelli, il figlio decide di venderla e fanculo, dove la DC comics decide di fare un nuovo reboot come quello dell'86 ma diverso da esso (E PER CARITà NON VOGLIO DIRE ALTRO sennò non finisco più di parlarne)-menomale che in qualche modo resta in continuity (e nulla mi toglie dalla testa che la continuity pre-52 verrà ristabilita-BASTA HO GIà DETTO TROPPO), in un periodo in cui il fumetto probabilmente più innovativo che sia mai uscito in italia negli ultimi 10 anni viene chiuso e poi riaperto da un manipolo di coraggiosi (parlo di John Doe), dove si prova a fare fumetti sul web (cosa buona, considerando che questo cancella i passaggi della stampa, della distribuzione, della spedizione e delle fumetterie, vale a dire IL MALE di questo settore) per poi ributtarli su carta (cosa cattiva, quindi), in un periodo dove occasioni come quella di Mytico! vengono parzialmente sprecate, dove Valter Buio non continua, Dylan Dog e Nathan Never sono quello che sono e non è il caso di dire altro, mentre Martin Mystere che ancora si difende con i denti (buon vecchio Castelli) è a minaccia chiusura ogni 45 minuti, dove le fiere sono fatte per i cosplayers e non per i fumetti, insomma, in questo periodo onestamente....sento FORTEMENTE il bisogno di dire che no, il soffio leggero non finirà.

Contenti?

Anzi, sto pensando a tutti i modi possibili per farlo crescere. Non voglio anticipare nulla perchè voglio che siano delle sorprese volta dopo volta, ma ho già moltissime idee...alcune delle quali le sto già mettendo in atto.

Ecco, e un sassolino ce lo siamo tolti. Perchè vi confesso che io AMO il fumetto, e mi sento preso per il culo da chi lo fa. Ma da un po', ormai, eh! Con vette talvolta che rasentano il ridicolo.

Dicevo, detto questo, c'è una comunicazione importante che volevo fare, e che riprende in parte il motivo per cui ho iniziato a scrivere questi post. Cioè, e anche questo. E questo, questo e quest'altro ancora. e..massì, va' anche questo e questo. Gli altri ve li risparmio, cercateveli da voi che io mi sono rotto. In settimana pagherò alcuni siti in scadenza, e questo comporta il "lasciar andare" alcuni di essi. Verranno rinnovati ifumetti.net, un sito commerciale di cui sono webmaster, e Phab.it. Verranno invece rilasciati: rck015.net (ebbene si...per qualcuno questo potrebbe essere uno shock, ma è così), idrefresh.net, vincentdeville.it. Si, per alcuni l'avevo già detto, ma ora ci siamo. Finalmente questi siti verranno non pagati, e quindi mandati a morire.

Prossimamente, invece, verranno NON pagati anche speziacomics.com e steampress.it. Si, avete capito bene. Anche steampress.it. Che peraltro non è più attiva da diverso tempo, da quando cioè sono saltati i collegamenti alla pagina che doveva linkare. Si, esatto. Per colpa di Netsons.

Nei prossimi giorni fornirò spiegazioni per tutti gli altri siti, ma per steampress.it la do subito: dal momento preciso della scadenza, il 20 maggio, la pagina ufficiale della Steam sarà IFUMETTI. NET, una cosa che avrei dovuto fare già da molto tempo.


Questo è soffioleggero, si parla di debilitazione da malattia, poi di influenza, indi di raffeddore e se mi scappa anche di febbre. Come dite? C'è un mondo, là fuori, di cui parlare? Non me ne sono accorto. Passo e chiudo!